Cos’è la Vila

Contesto  storico- sociale-antropologico

 Il progetto si realizza nell’area dell’America Latina e più precisamente in Brasile. Il Brasile, federazione di più stati a forte autonomia amministrativo-economica, presenta una popolazione che è per gran parte concentrata nelle grandi città con disparità estremamente marcate, dal punto di vista della qualità della vita, tra il centro delle stesse e la loro periferia.

Esistono poi delle enormi zone rurali, localizzate per lo più nel nord e nel centro, nelle quali regna ancora il latifondo e non vi sono industrie o attività  commerciali. Sono zone sicuramente meno abitate, dove la popolazione non riesce ad avere fonti di sostentamento,  dove impera ancora la miseria e la fame e da dove vi è un continuo flusso migratorio verso le grandi città alla ricerca di un lavoro, di una fonte di reddito per la sopravvivenza. Anche la regione del goias, nella sua parte più estrema, nel nord-ovest, appartiene a questa seconda realtà brasiliana

 La città di Goiás ( situata nel Nord-ovest del Brasile) è nata nel 1727 all’epoca della ricerca dell’oro quando divenne capitale della provincia, con il Palazzo dei Governatori, rappresentanti dei reali di Portogallo, ela Casa DeFundição dove erano fusi i lingotti d’oro che prendevano la strada dell’ Europa.

Fu in quel periodo che arrivarono nella regione milioni di schiavi che dovevano lavorare alla ricerca dell’oro e che i popoli indigeni nativi, dopo e3ssere stati sottomessi,furono reclutati come mano d’opera servile di una nuova società.

E così la città di Goiàs, pur se tanto distante dalle vie di comunicazione, anche se lontanissima dalle città di mare dove approdavano le navi negriere dall’Africa, nacque in un contesto di schiavitù, povertà, emarginazione e divenne nel contempo area di fusione tra le tre razze, bianca, negra e indio, che a tutt’oggi ne costituiscono la caratteristica sociale e culturale.

     Oggi la città di Goias  conta all’incirca 45000 abitanti. Il tasso di disoccupazione della popolazione si aggira attorno al 60%. Il 30% è per lo più impiegato in “economia informale”, con lavori precari che non garantiscono la sussistenza di una famiglia; solo il 10% è in regola con il libretto di lavoro.

Nella zona non esistono imprese a carattere industriale e il commercio è fatto di piccole attività che consentono appena il livello di sussistenza. Sopravvive un artigianato locale che, tuttavia, soddisfa solo i bisogni della città.

Ultimamente, con il riconoscimento da parte dell’UNESCO della città come Patrimonio dell’Umanità, si stanno  aprendo nuove prospettive di sviluppo economico e culturale legate al diffondersi del turismo come possibile  sbocco occupativo futuro.

In questo contesto è altissimo il fenomeno dell’emigrazione. Si può parlare di emigrazione vicina, di nuclei famigliari che cambiano  città all’interno dello Stati di Goias alla ricerca di un qualunque lavoro per sopravvivere o che vanno ad abitare presso parenti (generalmente altrettanto disagiati) nella speranza di trovare per lo meno un appoggio momentaneo. Esiste poi un’emigrazione lontana, di padri di famiglia che racimolano tutto il denaro che non hanno per un viaggio verso le grandi metropoli,  Goiania o  San Paolo con i suoi 14 milioni di abitanti, in cerca di un lavoro che probabilmente non troveranno. Generalmente si tratta di  un viaggio senza ritorno perché la miseria delle favelas li inghiotte e la lontananza da casa fa si che si ricostruiscano in loco una nuova famiglia precaria come la precedente. 

 Il livello di vita è molto basso. Il tessuto sociale è estremamente disgregato: i nuclei familiari biparentali sono rari e spesso non è conservata nemmeno la monoparentalità ed i bambini vivono con fratelli di poco più grandi di loro o con nonne al di sotto del livello di povertà. L’alcolismo è molto diffuso ed il livello di violenza “dentro le mura domestiche”è molto elevato.

 La piaga dell’infanzia abbandonata è una realtà quotidiana molto diffusa alla quale cercano di dare risposta  non tanto le istituzioni pubbliche o private, ma la stessa povera gente: è sintomatico il fatto che la lingua brasiliana contempli un termine specifico, “criado”, per indicare il bambino abbandonato che è stato accolto da una famiglia, sempre altrettanto povera, con già altri figli, che lo ha trovato o alla quale è stato consegnato da una madre che poi è svanita perché non poteva accudirlo. 

La maggior parte dei bambini deve lavorare per aiutare nel bilancio familiare facendo i venditori ambulanti (di gelati, di banane) o come manodopera, pagata pochissimo, nel periodo della raccolta dei pomodori e del riso. Essi frequentano saltuariamente la scuola pubblica, ma è difficile avere dati attendibili sul livello di alfabetizzazione della popolazione infantile  per l’incompletezza dei registri anagrafici.

Gran parte della popolazione vive alla periferia della città in case fatiscenti o in baracche di legno e lamiera. Una notevole percentuale vive ancora negli “accampamenti” e negli “assentamenti”, agglomerati composti da 20-30 famiglie che si sono stabilite su terra occupata, senza luce e acqua, dormendo sotto teloni di plastica improvvisati.

 A Goiàs l’istruzione elementare e media viene fornita dalle scuole pubbliche per la fascia sociale più disagiata e dalle scuole private per la classe medio-alta.

La scuola pubblica brasiliana, però, è molto carente a causa della mancanza di fondi, dei salari bassissimi  degli insegnanti e delle pessime strutture, fattori che influenzano a tal punto la situazione che in molti casi non permettono il raggiungimento dell’alfabetizzazione.

La scuola magistrale e l’Università sono statali e le lezioni sono sempre e solo serali perché anche chi, in condizioni economiche meno disagiate, può permettersi di studiare deve comunque di giorno lavorare.

 

Presentazione della Associazione brasiliana denominata “ Espaço cultural Vila Esperança”

Lo Spazio Culturale Vila Esperança è una  Entità civile di Diritto Privato, senza fini di lucro, indipendente dallo stato, da partiti politici, da credo religiosi, con sede  nella città di Goias, Stato di Goias, nel nord ovest del Brasile, fondata nel 1994 per offrire ai bambini più poveri della periferia un’alternativa alla vita di strada ed una proposta educativa mirata al recupero della loro identità. 

    La sua finalità è quella di valorizzare integralmente la persona umana e condurre i bambini a riappropriarsi dei desideri tipici della loro età, pur nel contesto di violenza molteplice in cui vivono.

   Il Progetto educativo utilizza “la pedagogia dell’animazione”, modello adottato da altri gruppi che lavorano in Brasile per il recupero dei Minori, che prevede la valorizzazione dell’aspetto sensoriale attraverso il teatro, la danza e la musica.

Il Progetto promuove il riscatto della cultura e dell’arte popolare per riscoprire la vita vissuta dagli Indios, dai Negri, dai Poveri che hanno fatto nascere quello che oggi è il popolo brasiliano.

    Vila Esperança offre:

    un ambiente dove è possibile giocare (la ludoteca),   affinchè anche questi bambini abbiano l’opportunità, altrimenti negata, di vivere l’esperienza del gioco condividendo momenti di allegria assieme agli adulti.

    una scuola elementare gratuita  affinchè questi bambini della classe più disagiata abbiano l’opportunità di imparare quello che attualmente la scuola pubblica brasiliana non è in grado di insegnare a causa della mancanza di fondi, dei salari bassissimi degli insegnanti e delle pessime strutture, fattori che in molti casi non permettono il raggiungimento dell’alfabetizzazione.

Lo Spazio Culturale Vila Esperança sviluppa inoltre interventi a carattere sociale rivolti alla comunità esterna. In particolare:

   svolge  un lavoro di formazione per operatori nel campo dell’infanzia sui temi dell’integrazione raziale, sociale e religiosa, sull’educazione all’ecologia e conservazione dell’ambiente e su temi più squisitamente legati all’apprendimento essendo punto di riferimento in questo settore per le varie province dello stato di Goias.

   tiene Corsi di insegnamento presso l’Università di Goias sulla metodologia pedagogica e corsi di approfondimento sulla ricerca delle origini culturali  indigene e africane del popolo brasiliano

   svolge con le comunità rurali della zona (comunità che vivono negli accampamenti, assentamenti e occupazioni di terra) un lavoro di autoconsapevolezza utilizzando come strumento la creazione e realizzazione di spettacoli relativi alle problematiche storiche ed attuali della loro realtà.

 Nel 2003 Vila Esperança ha concorso al Premio Itaú – Unicef  “Educazione e Partecipazione” – Edizione 2003 ed ha  ricevutola Menzione D´Onore.

Su 1.834 progetti provenienti da tutto il Brasile, nord e sud, est e ovest, divisi per regioni, è stata scelta assieme ad altri 19 progetti selezionati dal CENPEC di São Paulo, Centro Studi e Ricerche in Educazione, Cultura e Azione Comunitaria             ( referente per l’Educazione a livello nazionale). Vila Esperança si è presentata con il Progetto “Pluralitá Culturale e Educazione”, descrivendo il suo lavoro quotidiano con i bambini sulla questione dell´identitá, dell´essere brasiliani, delle radici culturali.

I pedagogisti del CENPEC hanno visitato Vila Esperança e svolto una attività di verifica diretta, durata tre giorni, che prevedeva la partecipazione alle attività quotidiane della Vila e interviste ai bambini fruitori del servizio, ai cittadini e alle istituzioni pubbliche della città per raccogliere informazioni sul vissuto del lavoro svolto a Vila Esperança.

Ecco la motivazione ufficiale della Menzione D´Onore, pubblicata negli Atti del Premio Itaú – Unicef :

“L´ Espaço Cultural Vila Esperança é un luogo magico che i 240 bambini e adolescenti, da 6 mesi a 18 anni, riconoscono “come un sogno”. In mezzo a una vegetazione esuberante, si incontrano spazi come il Jardim das Formas, il Campogiochi, il Cammino Inca, il Quilombo, il Memoriale Indígeno, il Memoriale Africano, la Brinquedoteca, il Circo. Non esistono solo costruzioni, cammini e giardini, ma in ogni spazio si distingue per la cura dei dettagli che rinforza la proposta pedagogica e metodologica.

Luogo di profondo rispetto all´essere umano e all´ ambiente, Vila Esperança si distingue anche per la promozione di attivitá pedagogiche che stimolano l´esercizio dell´essere cittadini nel quotidiano, come la brinquedoteca, l´informatica, la filosofia e la danzaterapia.

Il progetto lavora con il “differente”: differenti culture, differenti persone, differenti proposte.

I risultati appaiono nella formazione di adolescenti partecipativi e critici, che interagiscono  con le difficoltà del mondo come una sfida, qualcosa di nuovo che deve essere conosciuto e superato.”

 Nel 2011 Vila Esperança ha vinto il Primo Premio Rodrigo Melo del Ministero della Cultura Brasiliano per il loro lavoro in tema di Differenze raziali. 

In Brasile lo Spazio Culturale Vila Esperança  collabora con i seguenti Enti:

–          Provveditorato agli Studi della Rete Pubblica Statale dello Stato di Goias

–          Segreteria Municipale dell’Educazione della città di Goias

–          Scuola Statale Don Abel- Goias

–          Associazione ”Annunciando la coscienza negra” di capueira- Goias

( associazione nazionale per il recupero della danza tradizionale degli antichi schiavi negri)

–          FASE – Rio de Janeiro                                                                                     (Centro di documentazione e di ricerca sull’ azione dei movimenti popolari che sostiene progetti in tutto il Brasile)

–          CENPEC – San Paolo                                                                                        (Centro di Studi e ricerche nazionale per l’educazione comunitaria, punto di rifwrimento sull’Educazione Comunitaria per tutto il Brasile)

–   Centro di Danzaterapia Maria Fux- Buenon Aires- Argentina 

… e molti altri che aumentano di anno in anno.

Come è nata  la Associazione brasiliana “Espaço cultural Vila Esperança”

La Associazione“Espaço Cultural Vila Esperança” è stata ufficialmente fondata  il 19 luglio 1994, ma la sua nascita risale al 1989 anno in cui, nella periferia della città  di Goiás  Robson Max de Oliveira Souza e Pio Campo cominciarono ad organizzare in modo spontaneo e gratuito un primo gruppo di bambini con carenze multiple che non frequentavano la scuola, proponendo loro intrattenimenti di gioco e culturali.

 Nel 1990 si unì a loro un gruppo di volontari locali e si formò il primo nucleo stabile di bambini con età compresa fra i sette e i quindici anni. Si notò che il lavoro pedagogico proposto contribuiva a risvegliare autostima, coscienza di se’ e delle proprie possibilità.

 Per questo tipo di lavoro che si espandeva sempre più  nel 1991 gli incontri giornalieri di danza, teatro, laboratori di artigianato e storia si svolgevano in una sala della Diocesi della città, messa a disposizione dal Vescovo di Goiás.

 Nel 1992 si unisce a loro Lucia Agostini e, con l’appoggio del Provveditorato agli Studi,  organizzano il “Festival 500 Anos da America” che riuscì a coinvolgere numerosi alunni della scuola pubblica. Furono nove giorni di spettacoli, mostre di materiale indigeno, video, conferenze con gli insegnanti della Università di storia e antropologia di Goiania, capitale dello stato.

 In quell’occasione il Gruppo iniziava ad avere credibilità presso le istituzioni locali.

Nel 1993 fu presentato alla “LBA” (Legião Brasileira de Assistência) e in seguito alla “Fundação ABRINQ” un progetto mirato alla creazione di una Ludoteca.

 Nel 1994, grazie all’aiuto degli  amici italiani e all’appoggio della Fondazione Abrinq che ha donato i primi 150 giocattoli, nasce e comincia a funzionare la “Brinquedoteca” (ludoteca) che conta oggi più di ottocento giocattoli e giochi didattici.

 Nel 1995, in accordo con il Provveditorato agli Studi locale, nell’ “Espaço cultural Vila Esperança”  comincia a funzionare anche una scuola, succursale delle scuole elementari statali di Goias.

E’ una scuola pubblica di qualità, dal volto latino-americano,  per dar vita a una nuova generazione di americani del sud, orgogliosi della proprie origini e culture, cittadini del mondo.

 E così nell’ “Espaço cultural Vila Esperança”, in un ambiente stimolante e creativo, si sono realizzate, in questi 10 anni, 1996-2005, le cinque classi della scuola elementare per un totale di 120 bambini che si sono andati ad aggiungere ai più di 100 che già frequentavano l’”Espaço cultural Vila Esperança” nelle attività extrascolastiche. 

 Il lavoro attuale dell’equipe scolastica dell’ “Espaço cultural Vila Esperança” è caratterizzato anche da un grosso contributo di interscambio di tecniche e materiale pedagogico in favore della struttura pubblica, sempre più carente e in difficoltà .

 LE ATTIVITA’ CHE REALIZZA 

In Brasile, nonostante si dia ufficialmente una grande importanza all’educazione e nonostante esista uno statuto del bambino e dell’adolescente che dovrebbe garantire i diritti fondamentali di questa delicata tappa dell’esistenza, succede che nella pratica ciò, per molteplici  cause, non avviene.

La scuola

Per questo è nata la necessità di una scuola nell’ “Espaço cultural  Vila Esperança”.

La scuola elementare dell’ “Espaço cultural Vila Esperança” accoglie bambini dai 3 ai nove anni d’età suddivisi nelle due classi della pre-scuola e nelle 5 classi delle elementari, che frequentano dalle ore 7 alle ore 12 e dalle 14 alle 17.

Ricevono una colazione alle ore 7.30 e un pranzo alle ore 11 e una merenda.

E’ una scuola privata, ma gratuita, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione.

Il mantenimento della scuola e lo stipendio degli insegnanti è a carico della Associazione “Espaço cultural Vila Esperança” che si sostiene con gli aiuti di varie organizzazioni italiane e internazionali.

       Questa  scuola vuol essere un esercizio di libertà, quella libertà imparata nella dichiarazione dei diritti e doveri dei bambini, adulti, genitori, professori.

Fonte ispiratrice è la saggezza indigena e negra degli antenati.

Ciò non  impedisce di cercare il contributo dei pensatori e filosofi contemporanei.

       In Brasile si sta diffondendo il pensiero di Vigotsky e Piaget. Non sorprendiamoci di incontrare moltissimi punti in comune tra le loro teorie e riflessioni e il meglio del pensiero e della pratica educativa indigena e afro-brasiliana.

       Lo spazio fisico della scuola è organizzato in modo che i bambini cambino classe a seconda   dell’ attività proposta:  i corsi didattici sono instancabilmente preparati per risvegliare l’interesse e lo sviluppo integrale dei bambini.

 Fa parte del programma educativo l’integrazione con le famiglie degli alunni attraverso l’ora sociale che è un incontro festivo bimensile, durante il quale i bambini condividono con le famiglie le proprie produzioni artistico-cognitive.

L’integrazione avviene anche con iniziative e incontri progettati per la formazione dei genitori (conferenze, esposizioni, e feste popolari importanti),  nell’incontro pedagogico mensile.

       I bambini frequentano la scuola sia al mattino che al pomeriggio. In questo orario sono incluse tutte le attività che l’”Espaço cultural Vila Esperança” offre, e perciò oltre alle materie tradizionali di studio c’è  l’attività ludica, il teatro, la storia e la cultura dei loro antenati.

       Giornalmente vi è un “recupero” delle acquisizioni per chi ha maggiori difficoltà, in presenza degli insegnanti e con l’aiuto dei compagni che hanno meno difficoltà, utilizzando un passaggio di conoscenze da bambino a bambino che risulta molto produttivo anche nell’ambito relazionale.  

       Dal 2003 sotto la guida di Lucia Agostini è entrato in funzione un laboratorio di Informatica dotato di 8 computer ai quali si alternano tutti i bambini della scuola elementare una volta in settimana. Anche gli insegnanti seguono un corso di apprendimento all’uso del computer.

La ludoteca

 E’ frequentata dai  bambini delle  scuole pubbliche, suddivisi in gruppi di età tra i 5 e i 12 anni, organizzati in turni pomeridiani, che partecipano ad attività artistico culturali (incontri di teatro, danza e musica) o ad attività di gioco guidati da figure adulte. Una équipe di animatrici culturali si occupa dell’attività ludica così come della manutenzione e della conservazione dei giochi e degli spazi.

La formazione permanente delle animatrici avviene attraverso incontri  e corsi proposti dalla Associazione Brasiliana delle Brinquedoteche (ludoteche) che ha sede a San Paolo.

 La Ludotecaè frequentata anche dai bambini della scuola di Vila Esperança.

Oltre alle attività di gioco si alternano settimanalmente laboratori di teatro, danza, artigianato, pittura, musica, lettura.

          Una attenzione speciale è rivolta al riscatto delle radici storiche e culturali del popolo brasiliano e latino-americano. Per questo si affrontano intensamente durante l’arco di tempo di alcune settimane, temi legati alla cultura afro-brasiliana (ricerche storiche, racconti, tradizioni, musiche, danze, arte, culinaria, ecologia, famiglia), sempre in un clima di festa.

Un gruppetto di  adolescenti, ex bambini, che hanno chiesto di poter frequentare ancora l’ “Espaço cultural Vila Esperança” nonostante il superamento del limite di età (hanno 13-14 anni)  vengono coinvolti nelle fasi ideative e creative degli spettacoli e nella loro diretta realizzazione.

 Il programma salute

 Il programma prevede la prevenzione delle malattie che hanno come causa principale la mancanza di igiene. I bambini vengono abituati all’uso quotidiano di acqua e sapone, spazzolino e dentifricio ed educati alla cura e all’igiene del proprio corpo.

Si tengono periodicamente incontri di aggiornamento e consulenza sanitaria e nutrizionale con la collaborazione della dott.ssa Agostini Maddalena, pediatra.

 Il teatro

 L’attività di teatro si inserisce in una tradizione di teatro popolare molto diffusa in Brasile. Gli spettacoli rappresentano occasioni importanti di partecipazione della popolazione della città e coinvolgono adulti e bambini.           

 Il teatro, la danza e la musica valorizzano l’aspetto sensoriale dei bambini, conducendoli a scoprire se stessi, il proprio corpo, l’ambiente che li circonda, la relazione con i propri desideri e le proprie difficoltà.

Il “far finta di” permette ai bambini di scoprire la fantasia e l’immaginazione indurite dalla violenza molteplice in cui vivono.

Risvegliare il talento per la Vitae la creatività innata significa contribuire a trasformare la capacità di immaginazione di questi bambini, comunemente associati a situazioni di carenza e bisogno, scarsa auto-stima, annullamento.

 Il Gruppo ESPAÇO CULTURAL VILA ESPERANÇA è stato in Italia per far conoscere e promuovere la sua attività attraverso  spettacoli e laboratori di Cultura Brasiliana nel 1995, 1998 e 2000 e 2004.

In occasione di queste tournè ha presentato anche a Verona nei teatri K2 e Camploy con il patrocinio del Comune di Verona.

 

Espaço Cultural Vila Esperança – Goias
“Viaggiare per conoscere, conoscere per capire”

Vila Esperanca è un progetto culturale e di solidarietà che si prende cura di 250 bambini della fascia sociale più disagiata a Goias, Brasile. Molti in passato hanno chiesto di visitare la “Vila” per conoscere il progetto di persona: da qui l’idea di organizzare questa proposta.
Questa proposta, organizzata direttamente dagli educatori e dai volontari della Vila, è nata come risposta a questa richiesta ma è diventata anche una bellissima opportunità per chi vuole fare un’esperienza di viaggio diversa.
Durante il soggiorno a Goias, infatti, assieme agli amici ed ai bambini di Vila Esperança, sarà possibile partecipare alle attività del progetto ed avvicinarsi in questo modo alla cultura e alla realtà brasiliana, in particolare a quella di tradizione indio – africana.

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relazione 2011 

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