| una anno di realizzazioni (2002) |
gennaio | febbraio | marzo | aprile | maggio | giugno | luglio | settembre | ottobre | novembre | dicembre | 2003
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
L’anno é al termine. Un anno di grande cambiamento e crescita. Il suo inizio é stato marcato dall’alluvione del 31 dicembre.
Il passaggio dall’Anno Vecchio all’Anno Nuovo ci ha sorpresi con la furia del fiume Rio Vermelho. Il suo grido ha distrutto monumenti e palazzi e l’alluvione ha raggiunto la parte bassa della Vila, portando via il frutteto, il pollaio con l’allevamento di galline, il campogiochi, il campetto e causando erosione nell’ Avenida delle Americhe, la distruzione dell’ Aldeia e altri gravi danni causati dalla pioggia intensa e ininterrotta in quel periodo, distruggendo il risultato del lavoro arduo di tutti questi anni.Travolti e stravolti, disorientati, senza sapere bene da dove cominciare, ci siamo rimboccati le maniche per ripulire la Vila da tutti i rifiuti che il fiume aveva depositato, e per ricostruire ciò che il fiume aveva portato via...
E a tutt’oggi siamo all’opera, senza fermarci un minuto... e questo anche perché il Rio Vermelho, dopo l’alluvione, ha depositato sulle sue rive un “limo”, un limo fertile che ha fatto sì che Vila Esperança non solo rinascesse, ma diventasse ancora più bella, più ricca, più colorata, più viva e con molti e molti più sogni!!!!Ancora una volta la disponibilità attiva e la solidarietà concreta dei nostri amici e delle nostre controparti é stata marcante e i risultati della “Campagna per la Ricostruzione” ci hanno permesso di dare inizio alle opere di ricostruzione.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Il 14 febbraio sono iniziate le lezioni: 3 classi: Educazione Infantile, 1a elementare e 2a elementare. Nonostante la grande preoccupazione dei genitori per la mancanza degli argini del fiume e la conseguente scarsa protezione per i bambini, e nonostante la tristezza dei bambini di non poter giocare nel campogiochi, sono iniziate le attività, a pieno ritmo.
E il 25 febbraio anche la Brinquedoteca ha riaperto le porte.Il calendario delle attività preparato a fine 2001 é stato tutto rimodellato a causa dell’alluvione e cosi alcuni eventi e feste sono stati posticipati. Per esempio a Carnevale non era possibile sfilare con il gruppo di Afoxé per le strade della città, essendo queste ancora in fase di ricostruzione, e quindi la sfilata é stata spostata al Sabato di Alleluia, a Pasqua.
Il 28 febbraio, giovedì, é ripreso il Progetto “Ojó Odé”, con storie, attività, canti africani, laboratori di arte, danza e percussione, e cibi africani. E ogni giovedì, questo incontro festivo aperto a tutti i bambini della scuola e della brinquedoteca, ai loro genitori e visitanti, é stato un momento forte durante tutto l’anno.
Inoltre é ricominciato il Progetto Capoeira di Angola con Mestre Xuluca, con i bambini della Scuola e della Brinquedoteca.
E in questa stessa data, per aprire l’anno, il Governo Mirim dei Bambini di Vila Esperança, del Progetto Cittadinanza, si é riunito per discutere le proposte per il 2002.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Il 4 marzo, si concretizza un antico sogno: iniziare il processo educativo del bambino fin dai primi giorni di vita. Il Maternale Oxum Muiwá riceve i suoi primi ospiti: Nathan, di 11 mesi, e Ana Clara, di 10 mesi. E successivamente sono arrivati: Raqueliane, di 8 mesi, Mateus, di 6 mesi, Henrique, di 5 mesi, e il piccolo Yuri di 4 mesi. Ora giá sono “grandicelli”. E per il 2003 é già fatta l’iscrizione del piccolo Cauã, oggi con 20 giorni, e che già sta aspettando la riapertura del Maternale dopo le vacanze natalizie.
Progetto Scuola Materna - 2002 - Espaço Cultural Vila Esperança
L’équipe dell’Espaço Cultural Vila Esperança avvia nell’anno 2002 un nuovo progetto educativo rivolto a bambini compresi nell’età che va da 0 a 2 anni.
Se in Brasile l’istruzione pubblica soffre di molteplici lacune, tutto l’universo che riguarda gli anni precedenti alla scuola dell’obbligo viene quasi totalmente ignorato.
Considerando le problematiche legate alla prima infanzia, causate dalla separazione prematura e forzata del bambino dalla madre, che spesso deve mantenere da sola uno o più figli e le caratteristiche di “deposito” che normalmente le strutture pubbliche hanno, Vila Esperança apre le porte a una nuova proposta di crescita.
I bambini che iniziano a frequentare il progetto partendo dall’anno prescolare arrivano già segnati da situazioni di sofferenza e squilibrio familiare. Spesso sono cresciuti “accuditi” da fratellini appena più grandi o in condizioni affettive ed economiche talmente precarie da rendere molto delicato e lento il processo di inserimento nel gruppo e dolorosa la ricostruzione di una identità frantumata.
L’esperienza accumulata in questi dieci anni di lavoro nel campo dell’educazione ci induce a credere che quanto più tempestivo l’intervento nella vita del bambino a rischio, maggiori saranno le possibilità di una sua crescita armoniosa e sana.
Il progetto investe più sulla qualità dell’intervento, che sul numero dei neonati accolti, mirando così a creare una esperienza realmente profonda secondo i vari obiettivi sociali, culturali e artistici dell’ Espaço Culturale Vila Esperança.
Prevediamo un ambiente accogliente e ricco di stimoli, una alimentazione adeguata, la presenza di due educatrici dalle 7 del mattino alle 18.
Il progetto inizia con cinque bambini e prevede la possibilità di aumentarne gradualmente il numero.
Contiamo con l’appoggio e la solidarietà degli amici che ci accompagnano nel cammino e ci affacciamo insieme a un orizzonte carico di promesse di una umanità nuova.
Pio
Scuola Pluriculturale Odé Kayodê
L’11 marzo, dopo ben 8 anni di funzionamento giornaliero, é stata inaugurata ufficialmente la Scuola Pluriculturale Odé Kayodê. La grande Iyalorixá Mãe Stella de Oxóssi, Odé Kayodê, della centenaria Casa di Candomblé Ilê Axé Opô Afonjá di Salvador - Bahia, in visita a Goiás e a Vila Esperança, ha inaugurato la Scuola a lei dedicata, durante la Festa delle Donne, con la partecipazione di tutte le mamme, nonne, zie, vicine, dei bambini della Scuola e della Brinquedoteca. Una grande Festa, con pioggia e sole e arcobaleno proprio quando Mãe Stella inaugurava solennemente il Portale di ingresso della Scuola!
Le prove di canto, danza e percussione per la sfilata dell’Afoxé, già iniziate a metà febbraio, sono quasi al termine: tutti pronti per portare allegria e forza per le strade della città di Goiás, il 30 marzo, con la 3a edizione dell’ Afoxé Ayó Delê. Quest’anno ancora più coinvolgente e con maggior partecipazione della città intera! Grazie all’appoggio dell’AIFO é uscito il numero 1 del Bollettino Afoxé Ayó Delê.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Sono state realizzate le presentazioni della coreografie realizzate dal gruppo di bambini e adolescenti del Progetto Danzaterapia nell’ambito del progetto di Educazione Inclusiva con bambini portatori di handicap delle scuole pubbliche della città, anziani e abitanti dell’Asilo São Vicente de Paula.
18 aprile: Presentazione della coreografia “Caçador” nella Scuola Cora Coralina
21 aprile: Presentazione della coreografia “Incontri” nel Monastero dell’Annunciazione in occasione dei suoi 20 anni.
Il 18 aprile nell’ Aldeia di Vila Esperança si é realizzata una Notte Culturale per un gruppo di monaci del Vermounth.
Il 25 aprile si sono finalizzate le attività relative alla Cultura Indigena con la Festa Indigena nell’Aldeia. I laboratori di danza indigena, costruzione di strumenti musicali indigena, tessitura, modellaggio con la terracotta, pittura di disegni indigena con pigmenti naturali di urucum e genipapo, si sono svolti durante tutto il mese di aprile.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Il 13 maggio si é realizzata, nel Teatro Território Livre, la Festa dei Nonni.
Il Progetto Ancestralitá, con la preparazione dei regali fatti dai bambini per le nonne e per i nonni, e il lavoro di ricerca sulla saggezza dei nonni, si é svolto durante tutto il mese.
Il 26 maggio, il Teatro Território Livre, é stato palco di un seminario sull’Ecologia e Educazione Ambientale per gli studenti dell’Università di Itapuranga.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Il 3 giugno si é realizzato un Incontro del Governo Mirim per preparare la partecipazione dei Bambini di Vila Esperança al Programma Agenda 21, (programma creato dal Senatore Ramez Tebet a partire dalla Conferência Criança Brasil no Milênio - CCBM, durante la Sessione Speciale per l’Infanzia del Senato Federale il 12 dicembre 2001, sulle tematiche di cittadinanza per bambini e adolescenti a livello Nazionale), che si é realizzato a Goiás durante il 3° Festival del Cinema e Video Ambientale (FICA), l’8 e 9 di giugno.
Il 14 giugno, nell’apertura della 1a Mostra di Capoeira di Angola, organizzata da Mestre Xuluca, che fa capoeira con i bambini della Scuola e della Brinquedoteca, Vila Esperança ha partecipato con la presentazione di due coreografie e con il racconto di una storia africana.
Il giorno dopo, 15 maggio, Mestre Cobrinha, grande maestro di Capoeira di Angola, che attualmente abita negli Stati Uniti, invitato di onore per l’evento, ha dato un laboratorio di Capoeira ai bambini di Vila Esperança nel Quilombo.
Il 21 giugno, solstizio di estate, si é svolta la nostra Festa Junina. Nel Teatro Territorio Livre, i bambini hanno presentato danze tipiche delle Feste Junine, e il gruppo di adolescenti ha danzato la Danza del Sole Incas, in sintonia con la Festa del Raccolto Andina.
Il 24 giugno, il gruppo di danzaterapia, composto da bambini della scuola (2a elementare), adolescenti e anziani dell’Asilo São Vicente de Paula, é stato invitato a presentare la coreografia “Incontri” nel Centro di Convezioni di Goiânia, per l’apertura del “2° Encontro Nacional sobre Atendimento Educacional Hospitalar”.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Nel mese di luglio, periodo di pausa di attività fra il primo e secondo semestre, oltre al normale lavoro di manutenzione e organizzazione, é stato possibile concentrare maggiormente il lavoro di recupero e ricostruzione di Vila Esperança.
Inoltre a luglio, Vila Esperança ha condiviso l’allegria del grande regalo degli Orixás con il completamento dell’iniziazione di Robson, nella Casa di Candomblé Ilê Axé Opô Afonjá di Salvador - Bahia.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Il 12 agosto abbiamo ripreso le attività del secondo semestre. Ricominciano la Scuola, la Brinquedoteca e il Maternale.
Mese di studio delle Tradizioni Popolari.
Il secondo semestre ha concentrato e dato maggior enfasi alle attività artistiche e culturali, per la preparazione degli eventi commemorativi dei 10 anni di Vila Esperança, di fine novembre 2002.
Qualcosa che chiamiamo amore
Dopo le vacanze invernali ritornano i neonati, i bambini e gli adolescenti che frequentano Vila Esperança. Riaprono le porte l’asilo nido, la scuola, la ludoteca, ricominciano le prove magiche di una realtà rinnovata. Ricordo che per me, quando ero alle elementari, ritornare a scuola dopo un periodo di assenza, soprattutto se si trattava di vacanze, era un vero trauma. Le inventavo tutte per ritardare al massimo il momento nefasto di indossare il grembiule nero, il colletto bianco inamidato e il fiocco azzurro (lo so che qualcuno sorriderà pensando che si tratta di un momento preistorico, visto questo modello leggermente fuori moda...) Mi rifugiavo dietro febbri improvvise ottenute grazie alla vicinanza ravvicinata e “avvicinatissima” del termometro al termosifone, fino al giorno in cui, colto in flagrante da mia madre, non ci furono più pretesti per ritardare neanche di un’ora l’incontro con la terribile maestra e le sue bacchettate sulle dita (altra risatina, la vedo, altro ricordo preistorico). Mi tornano in mente queste fanciullesche tragedie personali quando comparo la mia repulsione scolastica con l’entusiasmo di cui i nostri bambini si rivestono all’idea che ricominci un nuovo semestre. Spesso li incontro per strada nei periodi di vacanza, ansiosi, pieni di domande, pieni di voglia di attraversare il portone di questo luogo che amano. Sentiamo urgente, noi della Vila, la responsabilità di mantenere in vita questi segni di interesse e di felicità perché non è certo comune, per questi bambini, poter vivere periodi di stabilità, di cura, di attenzione, di crescita. Ci interroghiamo spesso sul senso di una educazione realmente aperta, rispettosa delle differenze. Una educazione che tenga conto dei limiti, che sappia rispettare il cammino di ciascuno, un’educazione che per realizzarsi non debba passare attraverso le mani dell’oppressione, dell’impartire ordini a voce alta, del nervosismo. Non è facile. I nostri bambini provengono da situazioni direi a rischio, crescono nell’incertezza affettiva, alimentare, economica. Realtà che alimentano l’aggressività, l’intolleranza, lo squilibrio. E’ necessario un lungo e faticoso dialogo d’amore, un amore testardo che sfidi la realtà comune, che affronti i nostri limiti e i loro e, pazientemente, li superi. E’ una lotta che vede gli sforzi ricompensati quando, quasi all’improvviso, ci ritroviamo di fronte dei ragazzini indipendenti, capaci di organizzarsi, sereni, per quanto possano esserlo, con i pesi che si caricano sulle spalle, curiosi e attivi. Sottolineo l’importanza del QUASI all’improvviso, perché in realtà questi cambiamenti sembrano avvenire in un’area che definirei sub cutanea, per esplodere poi in un atteggiamento nuovo, uno sguardo diverso, un atteggiamento che nasce da tutta una serie di sforzi di chi cerca di educare e di chi cerca di apprendere e che, in realtà, educa a sua volta. Sforzi che, apparentemente, sembrano non avere alcun esito. Mi vengono in mente i bambini che l’anno scorso frequentavano la prima elementare e che quest’anno sono in seconda. Non riesco a dimenticare gli incontri di danza con loro, nei nove mesi passati insieme nel 2001. Cercavo musiche e linguaggi che potessero interessarli, mi sfinivo per cercare di entrare nel loro mondo e soccombevo interiormente alla sensazione che l’esito era quasi nullo. L’unica realtà che sembrava interessarli era, nel momento della creazione libera e danzante, prendersi a pugni e rotolarsi per terra fra insulti e sputi. Ma ho imparato a capire che in realtà mi guardavano e, nel supposto disinteresse, nasceva in loro il desiderio di una convivenza amichevole e tenera. Quest’anno, in seconda, stento a riconoscerli. Lungi dall’essere divenuti angeli in terra, si muovono e danzano armoniosamente i labirinti delle loro piccole vite, le loro speranze, le allegrie. Alcuni hanno viaggiato con un breve spettacolo realizzato insieme agli adolescenti e agli anziani dell’ospizio. Una danza in cui, col corpo, raccontavano la storia di un incontro, l’incontro con la diversità.
Non è questo un paese di miracoli ma una realtà di tentativi che nascono tutti, indistintamente, dal desiderio di incontrare qualcosa che chiamiamo amore. Questo sentimento così industrializzato, calpestato, sfruttato, usato e confuso è ancora l’unico ingrediente che garantisce il successo di qualsiasi odissea. Per cosa e per chi altrimenti lottare e sfidare, per cosa vincere l’inerzia se non per la delizia di sentirsi amati e seminare e ricevere sguardi di comprensione?
Nathan è uno dei primi bambini ad essere tornati al nido dopo un mese e mezzo di assenza. Adesso ha un anno e cinque mesi. Confesso che mentre salivo le scale che conducono alla sede provvisoria del nido, mi rodeva il dubbio che non mi riconoscesse. E’ così piccolo....Sarà che ancora ricorda chi sono?. Mi sono avvicinato alla culla col fiato sospeso e l’ho guardato dormire con la testa affondata nel cuscino. Non ho resistito alla tentazione di accarezzargli i capelli e lui, dopo qualche secondo, ha aperto lentamente gli occhi. E’ bastato un secondo per focalizzare l’immagine di chi aveva di fronte perché potessi assistere a un sorriso radioso come un’alba senza paragoni. Non potrò mai dimenticare.
E’ così che questo qualcosa di impalpabile continua ad alimentare l’avventura in cui tutti, grandi e piccoli, siamo immersi e che si chiama Vila Esperança. A me, che non ho voglia di scrivere trattati sull’educazione alternativa, sulle analisi di comportamento e così via, andava solo di raccontarvi questo, amici...La magia di un sorriso.
Qualcosa che chiamiamo amore.
Pio
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Mese di studio e pratica di Ecologia e Educazione Ambientale. Preparazione del Mese del Bambino. Durante il mese sono continuate le prove di danza e di canto, e la preparazione di addobbi per i 10 anni di Vila Esperança.
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Dal 7 all’11 ottobre si é festeggiato il Mese del Bambino con attività festive e deliziose!
E in questi giorni, finalmente, sono state completate:
- la nuova area di prato verde, che prima dell’alluvione era il frutteto e il pollaio;
- la ristrutturazione del Quilombo, con il suo nuovo volto;
- i tetti delle capanne dell’Aldeia;
- e, coloratissimo, il nuovo Circo!!!!! Che finalmente ha occupato il posto del “Circo Invisibile” (una maniera positiva e speranzosa di dire che il Circo non c’era più) che da marzo aveva sostituito il vecchio Circo strappato dalla violenza della pioggia dell’alluvione.
Tutto pronto, o quasi, per festeggiare i 10 anni di Vila Esperança!
Il 27 ottobre il Brasile elegge il suo nuovo presidente della Repubblica: Luis Inácio Lula da Silva! É una data indimenticabile, e Vila Esperança esulta con questa grande vittoria!
The Day After - La Speranza ha vinto!
Cari amici e amiche.
Il cuore batte più forte! E é in questo batticuore di Speranza vittoriosa che scriviamo per completare con voi il nostro girotondo di allegria.
Tempo senza uguali nella storia del Brasile. Un operaio e una baby-sitter raggiungono il potere. La classe lavoratrice, i senza-terra, i senza-tetto, i senza-voce, i senza-identitá, tutti noi ci rivitalizziamo nella speranza. Sappiamo che non sarà facile, ma la possibilità di sognare é già una vittoria.
Lula ha appena fatto il suo primo pronunciamento ufficiale: semplice, simpatico, con profumo e sapore di gente.
Chissà che non inauguriamo realmente una nuova era?
Baci stellati da
Vila Esperança
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Per i 10 anni di Vila Esperança, abbiamo avuto come invitati di onore:
Maria Fux, di Buenos Aires, con parte della sua équipe del Centro Creativo de la Danzaterapia, Maria Palumbo e Liliana Grinberg, specialmente invitata per l’inaugurazione del Centro di Danzaterapia Maria Fux a Vila Esperança;
Marcos Antônio dos Santos, dell’Ilê Axé Opô Oluodé di Salvador, con la sua équipe, Maria do Socorro e Dona Elze dos Santos, specialmente invitato per inaugurare il gemellaggio con il Progetto di Educazione Pluriculturale di Vila Esperança.
Il 20 novembre, si sono aperti i festeggiamenti dei 10 anni di Vila Esperança alla città intera con la notte indigena. “Todo Dia é Dia de Índio” nell’Aldeia, tutti i partecipanti hanno ricevuto una collana indigena di semi, fatta dai bambini. E la presentazione di danze e canti Guarani.
Nel Circo, spettacolo del Grupo Teatro Camaleão.
E il Grupo-Circo Alegria do Povo ha distribuito allegria e colore a tutti, bambini, adulti, genitori, amici di vecchia data, tutti festeggiando e dividendo pamonha (cibo tipico regionale a base di mais) e mandioca preparate in mutirão da noi e dalle mamme.
Il 21 novembre, pomeriggio afro-brasiliano. “Ojó Odé Inlá”, grande festa con racconto, danze e canti africani, e capoeira di Angola. Tutti vestiti con stoffe africane e afrobrasiliane. Esposizione di tutti i lavori svolti durante i laboratori di arte e cultura durante gli “Ojó Odé” (pomeriggio di arte e cultura afro che si realizza ogni giovedí) di questo anno 2002, suddivisi in gruppi di Orixás. I bambini, responsabili dell’esposizione, hanno mostrato e spiegato ai visitanti le loro creazioni artistiche.
E per finalizzare la festa, una ricca merenda africana, con acarajé, farofa, inhame, e manjar. Tutto al ritmo di Ijexá, con i canti e le danze dell’Afoxé Ayó Delê!
Il 23 novembre, finalizzando i festeggiamenti dei 10 anni, nel Quilombo é stato inaugurato il primo Centro di Danzaterapia Maria Fux in Brasile, grazie anche all’appoggio della SAAP/FASE di Rio de Janeiro. Sono state presentate le coreografie dei bambini della scuola, del gruppo di adolescenti e degli anziani dell’ Asilo São Vicente di Paula.
É stata una festa emozionante, semplice e dolce, ricca di amore.
Tutta la Vila era presente. Ed é stato in questo momento solenne e conclusivo dei festeggiamenti che ognuno di noi, bambini, adolescenti e adulti, équipe di coordinamento e funzionari, genitori e amici, ha ringraziato la Vila per aver camminato tanto in questi 10 anni e dandole forza e appoggio per continuare ancora dieci e dieci e dieci e ....anni!
Un Giorno Speciale
Oggi é un giorno speciale! La bambina che porta nel cuore tutti i nostri sogni, desideri, realizzazioni e speranze sta compiendo 10 anni. Già é quasi un'adolescente.
Sapete di chi stiamo parlando? Questa bambina con il cuore di una grande donna si chiama Vila Esperança... Vila Esperança con l’età di una bambina e la maturità di una donna.
Una donna che ci accoglie nei momenti belli e nei momenti difficili, che ci insegna con affetto a percorrere i cammini della vita senza toglierci la libertà di scelta, che ci mostra che non siamo appena uno in più nel mondo amaro e senza speranza nel quale viviamo, ma che siamo capaci di gridare che siamo vivi e forti perché abbiamo speranza.
Una donna che ci educa con i suoi giochi divertenti affinché possiamo educare altre persone con saggezza e allegria.
Una donna che ci corregge quando vede che siamo deboli e ci lasciamo andare alle nostre difficoltà umane.
Infine, Vila Esperança é molto più grande di quanto sembri.
C'é solo un dettaglio, lei é nata solo perché dentro al cuore di Vila Esperança esistono persone che credono nei sogni, persone che cambiano il giorno con la notte non solo perché hanno molto lavoro, ma perché credono che il raggio del sole che nascerà domani sarà ancora più forte perché durante la notte le stelle sono state presenti a ogni gesto di affetto posto nei cammini di Vila Esperança. E soprattutto persone che credono in ognuno di noi così come siamo, con i nostri difetti e qualità, sbagli e cose giuste, con la nostra crescita umana che aumenta ogni giorno.
Vogliamo ringraziare tutte le persone responsabili di questo tesoro che esiste nei nostri cammini.
Che Dio vi dia la possibilità di continuare a ricamare e abbellire questa pietra preziosa di grande valore umano.
Auguri a tutti e molta forza!
Gli adolescenti del gruppo di Dançaterapia Quarto Movimento
Vila Esperança
La danza per vivere - Centro di Danzaterapia Maria Fux
Espaço Cultural Vila Esperança
Il 23 novembre di quest’anno 2002 rimarrà per me e per noi tutti della Vila una data storica. All’interno degli eventi realizzati per celebrare i dieci anni di esistenza dell’Espaço Cultural Vila Esperança, è stata ufficialmente inaugurata con Maria Fux la scuola di danzaterapia che porta il suo nome. Sento nel corpo e nel cuore la responsabilità di portare avanti la proposta di vita di questa donna che ha dedicato e continua a dedicare tutta la sua esistenza a una danza che aiuta a vivere in pienezza, con dignità. Nell’essere radice e ponte, come Maria ama dire, scopro la continuità di un messaggio che fa vibrare le corde della mia essenza più profonda, dei miei desideri, dei miei sogni. Essere. Essere ed esistere costruiti intorno al proprio centro, in un cammino costante ed eterno in direzione alla libertà, all’incontro con l’altro. L’altro, simile forse o diverso; a volte distante, a volte isolato, a volte malato, l’altro che come me vuole vivere e vivere in movimento, in crescita.
Quando otto anni fa ho conosciuto Maria Fux, non pensavo che questa donna minuta, stupenda , con gli occhi accesi di un azzurro carico di visioni, potesse indicarmi con tanta chiarezza un cammino che mi permettesse di incontrarmi, e nell’incontrarmi mi proiettasse verso l’altro. Prima i suoi libri poi, grazie a un amico, l’incontro e da allora, nonostante la distanza geografica, una comunione costante. Mi affascina in Maria anche il coraggio e la dignità di una artista che in una carriera “solo” brillante e in ascesa, ha rinunciato a questo tipo di successo e glamour per dedicarsi alla ricerca di una danza che restituisse vita all’uomo comune, al discriminato, a chi pensa di avere limiti insormontabili e che può superarli o accettarli e gridare il suo: ”Sì posso”. E dicendo si alla danza trasforma l’angoscia e il dolore in speranza.
Ho capito che un cambiamento dentro di me era avvenuto e che i semi di Maria cominciavano a germogliare quando, quattro anni fa, ho conosciuto Lazara. Isolata dalle sue stesse paure, dalla malattia che l’ha inchiodata da sempre alla sedia a rotelle, parte ormai del suo corpo diverso. Per sette mesi ho danzato per lei, a porte chiuse, nella sua stanza, bussando alle porte, chiuse, del cuore. Mi guardava immobile e nella sua immobilità che mi pareva eterna mi ripetevo costantemente le parole di Maria: “Il movimento nasce anche quando non lo vediamo”. Così, forse alle soglie di un senso in me di crescente impotenza, un pomeriggio indimenticabile, la sua mano mi è venuta incontro e nella mano tutto il corpo che non poteva e il suo sorriso. Ora Lazara partecipa ad eventi, ride e si esprime con la sua mano carica di espressione. E mi pare che per me questa mano sia un simbolo forte oggi, perché la vedo apparire e stendersi dentro ogni persona che durante gli incontri sente che può rompere le catene e danzare la vita.
Nel 2003 Maria festeggerà i suoi 81 anni. E’ motivo per me di profonda allegria vedere come il tempo l’ha resa più forte, più viva, più intensa, più umana. So che questo si può realizzare in ciascuno di noi perché non si tratta di un miracolo ma di un cammino attraverso il movimento che è la stessa vita. La scuola col suo nome è una promessa; ovunque sarò la proposta di Maria sarà presente in me come una possibilità di realizzazione umana, per tutti.
Anche per me che danzando, vivo.
Pio
= * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * = * =
Dal 2 al 6 dicembre, l’équipe Direttiva e Pedagogica di Vila Esperança é stata invitata a partecipare al Corso di Gestori dell’Apprendimento, organizzato dal CENPEC (Centro di Studi e Ricerca in Educazione, Cultura e Azione Comunitaria) di São Paulo, in Goiânia.
Il 12 dicembre, si é svolta la VIIa Assemblea Generale dei Bambini di Vila Esperança, nel Circo. Assemblea di revisione, valutazione e pianificazione per il 2003!
É stato votato il Logotipo dell’Assemblea, scelto fra 12 disegni fatti dai componenti del Governo Mirim. Fra gli osservatori esterni invitati, sono venuti da Goiânia due rappresentanti del Programma Agenda 21.
E per concludere l’anno, il 20 dicembre, grande Festa nel Circo, con la Formatura dei bambini dell’Educazione Infantile, presentazione di danze e canti dei bambini e con la partecipazione dei nostri cari pagliacci Genésio, Jasmino e Maricota che non potevano mancare nel nuovo Circo di Vila Esperança!
... il 2003 é alle porte. Il 27 gennaio, la scuola crescerà: riceverà 4 classi!!!
Ci aspetta un anno di grande lavoro, di grandi sogni, di grandi realizzazioni, di grandi prospettive, di grande crescita, un anno con un Brasile che sogna e che grida con Lula “La speranza ha vinto la paura!”...
Un grazie a tutti voi che appoggiate il Progetto di Educazione Pluriculturale dell’Espaço Cultural Vila Esperança, e che sperate e credete con noi che “Un altro mondo é possibile”!
Goiás, 31 dicembre 2002
Lucia, Pio e Robson
l’équipe di appoggio
i bambini e adolescenti
di Vila Esperança